Premio Letterario Internazionale Michele Leoni: il valore della Poesia, la responsabilità della Parola
di Francesco Nigri
Quale valore attribuiamo oggi alla poesia? E quale responsabilità assumiamo quando affidiamo alla parola il compito di interpretare l’esistenza, raccontare l’umanità e attraversare le differenze culturali?
Sono interrogativi che riguardano chi scrive, chi legge e chi è chiamato a riconoscere la qualità di un’opera letteraria.
Viviamo in un tempo nel quale la parola circola con una rapidità straordinaria, moltiplicandosi attraverso strumenti di comunicazione che ne amplificano la diffusione, ma non necessariamente la profondità. La possibilità di pubblicare è diventata accessibile a molti; più complesso rimane distinguere ciò che possiede un’autentica qualità letteraria da ciò che si limita a occupare uno spazio comunicativo.
In questo scenario, la poesia continua a rappresentare una delle espressioni più esigenti del linguaggio umano.
Non perché debba appartenere a pochi, ma perché richiede una particolare consapevolezza della parola, della sua forza evocativa, della musicalità e della capacità di trasformare un’esperienza individuale in una dimensione condivisibile.
È da questa convinzione che prende forma anche il Premio Letterario Internazionale di Poesia “Michele Leoni” 2026/2027, promosso da HEFRA APS a Fidenza, un progetto culturale al quale contribuisco come cofondatore dell’associazione e Presidente della Giuria Internazionale.
Un Premio che abbiamo voluto costruire intorno a un principio essenziale: riconoscere il valore della poesia significa assumersi la responsabilità della parola.
Il valore della poesia oltre il riconoscimento
Il valore di una poesia non nasce da un premio letterario.
Un’opera autentica possiede una propria identità, indipendentemente dal numero dei riconoscimenti ricevuti, dalla notorietà dell’autore o dalla sua presenza nel panorama editoriale.
Un premio può contribuire a individuarne la qualità, favorirne la conoscenza e offrirle nuove occasioni di lettura. Non può però attribuirle retroattivamente una profondità che non possiede.
È una distinzione che considero fondamentale.
Negli anni, il moltiplicarsi dei concorsi letterari ha prodotto opportunità importanti per molti autori, ma ha anche alimentato una progressiva identificazione tra riconoscimento e valore artistico.
Una targa, una medaglia o un diploma possono diventare testimonianze significative di un percorso letterario. Il loro valore culturale, tuttavia, non coincide con quello economico dell’oggetto.
Il valore intrinseco di un riconoscimento nasce dall’autorevolezza, dalla competenza e dall’indipendenza di chi lo attribuisce.
Un diploma conferito attraverso un giudizio rigoroso può rappresentare molto più di un premio materialmente prezioso, ma privo di una valutazione letteraria credibile.
Con il Premio Michele Leoni intendiamo affermare proprio questo principio: il riconoscimento deve essere conseguenza del merito, mai il suo sostituto.
La responsabilità della parola comincia da chi scrive
Scrivere poesia non significa semplicemente disporre parole su righe differenti.
La poesia può nascere da un’emozione, da un ricordo, da una perdita, dall’amore o dall’incontro con il mondo. Ma l’origine emotiva di un testo non ne determina automaticamente la qualità poetica.
Occorre che il linguaggio attraversi un processo di trasformazione, trovando una forma capace di restituire all’esperienza una dimensione espressiva autonoma.
La parola poetica non si limita a descrivere. Interroga, suggerisce, evoca, costruisce relazioni inattese tra ciò che conosciamo e ciò che ancora non sappiamo nominare.
Per questa ragione considero la scrittura un esercizio di libertà inseparabile dalla responsabilità.
Ogni parola scelta modifica il significato dell’opera. Ogni immagine introduce una possibilità interpretativa. Ogni pausa, ogni a capo, ogni soluzione ritmica contribuisce alla costruzione di una voce.
La libertà espressiva non esclude la consapevolezza formale. Al contrario, trova in essa uno dei propri strumenti più importanti.
Nella mia visione della Cosmica Poesia sostengo da tempo un principio: «Tutto è poesia, ma non tutto è Poesia».
La realtà può contenere infinite manifestazioni poetiche, ma trasformarle in un’opera richiede qualcosa di ulteriore: la capacità di dare alla percezione una forma linguisticamente necessaria.
La responsabilità della parola consiste anche nel riconoscere questa differenza.
Una Giuria Internazionale e la responsabilità di valutare
La responsabilità non appartiene soltanto a chi scrive.
Riguarda anche chi legge professionalmente, interpreta e valuta un’opera poetica.
Un concorso letterario credibile non può fondarsi esclusivamente sulla notorietà dei suoi giurati. Deve poter contare su competenze effettive, esperienze differenti e una reale capacità di confronto con la scrittura.
Per il Premio Michele Leoni abbiamo voluto una Giuria Internazionale composta da personalità della poesia, della letteratura, della traduzione, della critica e della cultura, con percorsi professionali e sensibilità differenti.
Questa pluralità rappresenta una risorsa perché la poesia non si manifesta attraverso un’unica forma, né può essere ricondotta a un solo modello estetico.
La valutazione deve saper riconoscere la qualità di una voce anche quando si esprime attraverso linguaggi distanti dalle preferenze personali del singolo giurato.
Occorrono attenzione alla ricerca stilistica, alla costruzione delle immagini, alla coerenza espressiva, alla musicalità, all’originalità e all’autenticità del linguaggio.
Ma occorre soprattutto indipendenza.
La responsabilità di un giurato consiste nel valutare l’opera, non la biografia, le relazioni o la notorietà del suo autore.
L’imparzialità non implica l’assenza di una sensibilità individuale. Significa esercitare il giudizio senza subordinarlo a interessi, appartenenze o convenienze.
Il Regolamento del Premio prevede criteri di valutazione e disposizioni relative all’autonomia della Giuria e ai conflitti di interesse.
Sono condizioni essenziali per costruire un rapporto di fiducia con gli autori.
Nessuna Giuria possiede una verità definitiva sulla poesia. Può tuttavia assumersi la responsabilità di esprimere valutazioni fondate, coerenti e indipendenti.
È questa la funzione culturale che attribuisco al nostro lavoro.
Michele Leoni: la parola che attraversa le lingue
La scelta di dedicare il Premio a Michele Leoni, poeta, letterato e traduttore nato a Borgo San Donnino nel 1776, possiede un significato che supera la dimensione commemorativa.
La sua attività di traduttore contribuì alla circolazione della letteratura europea, testimoniando come la parola possa attraversare i confini linguistici e culturali senza perdere la propria capacità di generare conoscenza.
Tradurre un’opera letteraria non significa soltanto trasferire termini da una lingua all’altra.
Significa confrontarsi con strutture del pensiero, ritmi, immagini, memorie e sensibilità differenti.
È un esercizio di ascolto e interpretazione che richiede rispetto per la parola altrui.
In questo senso, la figura di Michele Leoni rappresenta un riferimento particolarmente coerente con la vocazione internazionale del Premio.
Il motto «La parola non ha confini» esprime questa apertura.
Il concorso accoglie autori italiani e stranieri, con sezioni dedicate alla poesia in lingua italiana e in altre lingue, riconoscendo la pluralità delle tradizioni poetiche e delle forme espressive.
La lingua nella quale un autore scrive non dovrebbe costituire un limite alla possibilità di essere ascoltato.
Ogni tradizione letteraria custodisce una particolare relazione tra essere umano e mondo. Accogliere lingue differenti significa ampliare le possibilità del confronto, senza cancellare le identità culturali.
La dimensione internazionale non rappresenta dunque un semplice ampliamento geografico della partecipazione.
È una scelta culturale fondata sul riconoscimento dell’altro.
La parola poetica deve continuare a vivere
Un premio letterario non dovrebbe concludere il proprio percorso con la consegna dei riconoscimenti.
Se la finalità è valorizzare la poesia, occorre interrogarsi anche su ciò che accade alle opere dopo la premiazione.
La scrittura ha bisogno di lettori, di occasioni di confronto e di strumenti capaci di conservarne la testimonianza.
Per questa ragione il Premio Michele Leoni prevede la realizzazione di un’antologia ufficiale con codice ISBN, destinata ad accogliere opere degli autori vincitori e segnalati, secondo le condizioni stabilite dal Regolamento.
La pubblicazione avverrà senza imporre agli autori selezionati costi editoriali o obblighi di acquisto.
È prevista inoltre la valorizzazione editoriale della silloge vincitrice della sezione dedicata.
Queste iniziative rispondono a un principio che considero importante: un riconoscimento culturale dovrebbe produrre anche opportunità di conoscenza.
La pubblicazione non garantisce il valore letterario di un’opera, ma può contribuire a renderlo accessibile a un pubblico più ampio.
Una poesia letta da una sola persona può possedere una forza straordinaria. Consentirle di incontrare altri lettori significa offrirle nuove possibilità di esistenza.
La responsabilità della parola riguarda anche la sua trasmissione.
Dalla competizione all’incontro culturale
Ogni concorso prevede una selezione e, inevitabilmente, una graduatoria. Ma la poesia non può essere ridotta a una classifica.
Il giudizio espresso in un determinato contesto rappresenta una valutazione circoscritta, fondata su criteri e competenze, non una sentenza definitiva sul destino letterario di un autore.
Un’opera non premiata può conservare una qualità autentica. Una voce poetica può maturare nel tempo, trovare nuovi linguaggi e raggiungere lettori che inizialmente non aveva incontrato.
Per questo considero importante che il Premio Michele Leoni sia anche un’occasione di dialogo.
La giornata conclusiva, prevista a Fidenza il 13 marzo 2027, comprenderà, come voluto dalla Presidente del Premio e di HEFRA APS Hebe Munoz, un incontro tra autori e componenti della Giuria presso il Museo del Risorgimento “Luigi Musini”, seguito dalla Cerimonia di Premiazione nella Sala del Ridotto del Teatro Girolamo Magnani.
La presenza del poeta Davide Rondoni, in qualità di Ospite d’Onore, contribuirà a dare ulteriore spazio al confronto sulla poesia contemporanea e sul ruolo della parola nella società.
Il significato di un incontro letterario non consiste soltanto nell’ascoltare chi ha ottenuto un riconoscimento.
Consiste nel mettere in relazione esperienze, generazioni, lingue e sensibilità.
La poesia appartiene a chi la scrive, ma raggiunge la propria dimensione più ampia quando diventa esperienza condivisa.
Il valore della poesia e la responsabilità della parola: una scelta culturale
Il Premio Letterario Internazionale Michele Leoni nasce con l’intenzione di offrire agli autori un contesto nel quale la qualità della scrittura venga considerata con attenzione e rispetto.
Non intende attribuire patenti definitive di grandezza poetica, né alimentare l’idea che il successo in un concorso costituisca la misura assoluta del valore letterario.
Vuole contribuire a costruire una relazione più consapevole tra opera, autore, giudizio e riconoscimento.
La poesia non ha bisogno di essere celebrata attraverso formule solenni. Ha bisogno di essere letta, compresa, discussa e valutata con competenza.
La parola non ha bisogno soltanto di libertà. Ha bisogno della responsabilità di chi la pronuncia, di chi la scrive, di chi la interpreta e di chi decide di attribuirle un riconoscimento pubblico.
Questa responsabilità assume un significato ancora più importante in un’epoca nella quale la comunicazione tende spesso a privilegiare la rapidità rispetto alla riflessione, la visibilità rispetto alla profondità e il consenso rispetto alla qualità.
La poesia può rappresentare una risposta culturale a questa tendenza.
Non perché debba sottrarsi al proprio tempo, ma perché può attraversarlo con uno sguardo differente, restituendo alla parola la sua capacità di interrogare l’esistenza.
È questa l’idea che desidero sostenere attraverso il Premio Michele Leoni.
Il valore della poesia non dipende dal riconoscimento che riceve. La responsabilità della parola consiste anche nel saperlo riconoscere.
Premio Letterario Internazionale Michele Leoni 2026/2027
Il Premio è promosso da HEFRA APS a Fidenza (Parma) ed è aperto ad autori italiani e stranieri.
Per conoscere le sezioni, i requisiti di partecipazione, le modalità di iscrizione e le iniziative culturali previste, è possibile consultare la documentazione ufficiale:
- Regolamento del Premio Michele Leoni
- Manifesto del Premio – La parola non ha confini
- Composizione della Giuria internazionale
Scadenza delle iscrizioni: 31 dicembre 2026
Cerimonia di premiazione: 13 marzo 2027, Fidenza
Francesco Nigri
Francesco Nigri è poeta, scrittore, saggista e promotore culturale italiano. È autore del sito ufficiale francesconigri.it e del progetto letterario Cosmica Poesia, fondatore e direttore del portale artistico-letterario Kosmikós.info e cofondatore dell’Associazione Culturale Internazionale HEFRA APS. Le sue opere hanno ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali e sono al centro di reading, spettacoli teatrali e iniziative culturali in Italia e all’estero.
Approfondisci la biografia ufficiale di Francesco Nigri, le opere pubblicate, i premi letterari, i progetti culturali e i canali ufficiali.
Biografia ufficiale di Francesco Nigri;
👉 https://www.francesconigri.it/francesco-nigri/

Comments are closed